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GDO e Borse

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Nasce la nuova Supercentrale Gd Plus

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Si era parlato della decisione del gruppo Agorà Network di uscire dalla centrale ESD per costituire una nuova partnership con il colosso transalpino Carrefour, assieme a Finiper. Beh, oggi la nuova centrale di acquisto ha un nome: Gd Plus. La sede è a Milano e inizierà il suo cammino vantando in partenza di una quota di mercato del 16,7%, la terza forza del mercato distributivo. Agorà network porta con se 370 PdV (Superette, Supermercati, Cash ed Ipermercati) tutti nel Nord Italia, si unirà a Finiper con i suoi 25 Ipermercati più i supermercati UNES (170 unità circa), oltre ovviamente a tutta la centrale GS riferibile a Carrefour. Insomma davvero una centrale di spessore. La novità sta nel fatto che alla società Gd Plus parteciperanno i tre soci fondatori con quote paritetiche e non proporzionate ai relativi fatturati.



Il 2008 sarà l’anno della rinnovata lettura delle Supercentrali con scoop clamorosi di cui proviamo a tracciare un anteprima

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Per cosa verrà ricordato l’anno che sta per finire? Non è possibile concentrare un fatto specifico come elemento di spicco di un anno esageratamente caotico.

Il minimo comun denominatore continua ad essere la difficoltà del consumatore sugli acquisti di tutti i giorni, la battuta media dello scontrino è spesso in sofferenza anche se spesso ne aumenta il numero, ma senza dare la sensazione che le cose possano migliorare, piuttosto è vero il contrario. La difficoltà del consumatore si annida nella fobia di dover fare un investimento rilevante sulla spesa. I fatti economici concomitanti, le difficoltà derivanti dagli aumenti dei costi per la casa (mutui ed affitti), il costo sempre maggiore delle forniture di beni essenziali come acqua, gas, elettricità, l’aumento dei costi di carburante con i salari e il potere di acquisto che si riducono in proporzione agli aumenti, fanno sì che i tagli più netti si debbano applicare su tutto, quindi anche sui generi alimentari e non alimentari voluttuari. Gli analisti ci dicono che i prossimi due anni saranno ancora più duri, è di questi giorni la notizia che il reddito pro capire della Spagna, per la prima volta ci ha superato, ed il clima politico fa di tutto per non rasserenare i funerei presagi or ora indicati.

Il 2007 si è incendiato proprio grazie alla novità delle liberalizzazioni a partire dai farmaci. Questo è stato il casus belli tra il Cav. Caprotti e la Coop, non la miccia ma l’occasione. Un comunicato diffuso all’interno dei Supermercati Esselunga dà il via all’appassionante querelle che troverà la sua massima espressione con la pubblicazione del libro “Falce e Carrello” dello Stesso Cav. Caprotti che si pensa potrà rimanere attualissimo per diversi anni: il nostro articolo sul libro è stato tra i più commentati da Voi lettori, basti pensare che fu pubblicato il 30 Settembre con una coda di commenti che si placa solo nella seconda metà di Novembre. Voi, ma in generale tutti gli italiani, avete visto in questa vicenda la divisione a cui è soggetto il nostro Paese di questi tempi: da un lato una sinistra riconosciuta come prepotente ed affarista nascosta da una patina di gelatinoso buonismo ed impersonata, chissà poi con quanta ragione o meno, da Coop. Dall’altro lato una reazione di chi suda contro i consumi che non si esprimono da un lato e dall’altro con una morsa fiscale che tende a soffocare chi non è Cooperativa ed impersonata da un grande personaggio che “si è fatto tutto da solo”. Durante la vicenda esprimemmo una nostra personale opinione relativamente ai vantaggi dell’assetto Cooperativo che spingeva la Distribuzione a denunciare la situazione di vantaggio del leader italiano, e nonostante sia passato già un po’ di tempo la nostra opinione rimane invariata.

Un altro grande avvenimento dell’anno che stiamo per lasciarci fortunatamente alle spalle riguarda il colosso Carrefour ed è ad oggi ancora attualissimo: ovvero la vendita di 11 Ipermercati nel sud Italia oltre ai Cash. Era in un certo qual modo prevedibile tale decisione, vediamo perché: esattamente un anno fa pubblicammo un articolo dedicato ad un giovane manager dalle idee chiarissime che dal Febbraio 2005 si adoperava per invertire una tendenza del Gruppo a decrescere sia in termini di quote che di fatturati. Jose Luis Duran, tra le righe dell’articolo che pubblicammo, praticamente disse che il destino di Carrefour in Italia ed in Belgio era segnato: “Oggi Carrefour sta diventando, infatti, più selettiva riguardo ai mercati globali. Duran vuole rimanere solo nei paesi dove Carrefour si classifica tra le prime tre catene della Grande Distribuzione. Dal suo arrivo il Gruppo si è ritirato da cinque mercati esteri, tra cui il Messico e la Corea, ma su altri paesi, come il Belgio e l’Italia, sta ancora facendo fatica”. Così in Giugno Carrefour si preparò alla vendita dei suoi Ipermercati in Belgio e subito dopo toccò all’Italia.

L’uscita di Agorà da ESD è stato un altro grande argomento dell’anno, si legga tra l’altro articolo pubblicato assieme al presente relativo alla neonata Gd Plus. Ma la reale importanza di tale fatto risiede su ciò che ne conseguirà; facciamo un passo indietro: l’11 Febbraio 2007, in merito all’entrata del Gruppo Interdis in seno al Conalec, fece scalpore la notizia secondo cui uno dei fiori all’occhiello della Centrale milanese, Nuova Distribuzione, non accettava di rimanere dentro Interdis nel confluire in Conalec. Nuova Distribuzione, dopo mille voci che la davano come accasata a tutte le centrali esistenti, decise di proseguire il cammino da sola. Nuova Distribuzione, ex Supermercati Brianzoli, è un affascinante realtà della Brianza che vanta una trentina di Supermercati e di 11 ipermercati, esprime un assortimento prevalentemente orientato al food ma sensibile al non food laddove il format lo permette, sicuramente ha la qualità per decidere in autonomia il suo destino.

Da un lato è indubbio che dapprima le Centrali, poi le Supercentrali, diedero la possibilità alla folta DO italiana di affrontare l’industria con una risolutezza simile a quella applicata dai giganti Coop, Carrefour ed Auchan, per citarne alcuni. Ma il prezzo che le imprese associate dovevano pagare per ottenere tali benefici non era di poco conto: basti pensare alle cifre percentuali, sicuramente piccole ma non troppo in valore assoluto, dedicate al mantenimento delle Supercentrali ed ai suoi soci; si pensi altresì alle trattative estenuanti con l’industria che portavano spesso i funzionari delegati nelle Supercentrali a dover far gestire assortimenti impensati ad imprese associate refrattarie; si pensi per ultimo alle necessità di budget che sempre ed in ogni caso le imprese associate necessitano singolarmente per strategie autonome e dove la Supercentrale non può e non deve intervenire, ma l’industria che collabora si, e di qui le lotte per ottenere ulteriori vantaggi sopra il contratto capello. Insomma si è vissuto un equilibrato “do ut des” che alla fine ha sfiancato un po’ tutti. Negli ultimi tempi i rinnovi contrattuali con l’industria ad opera delle Stesse Supercentrali avevano preso, come sempre, il naturale corso delle migliorie minime, ottenibili talvolta anche da imprese associate e in grado di performare a sufficienza.
Qui può risiedere la novità: il 2008 può essere l’anno in cui la galassia delle Supercentrali assumerà e consoliderà nuove conformazioni, ma allo stesso tempo può essere un anno di spartiacque, ovvero un periodo dove potranno convivere realtà tra loro legate da sinergie proprie della Supercentrale con realtà che possiedono la forza ed il coraggio di riappropriarsi, talvolta per medi periodi, della loro autonomia.
Torniamo al caso ESD. Senza Agorà, ed alla luce della neonata Gd Plus, la forza della Supercentrale di Pioltello si va assottigliando nel panorama distributivo, nonostante la presenza del gioiello Esselunga. Ma c’è chi racconta che le novità sono alle porte: e se la stessa Esselunga trovasse quella forza e quel coraggio di cui prima si parlava, e decidesse di continuare il rapporto con l’industria vivendo di luce propria? Esistono voci che sono certe che ciò accada, e chissà, forse il 2008, anche noi di GDONews, lo inizieremo a raccontare partendo da questa nuova rivoluzione. Senza pensare troppo a ciò che sarà oppure ad immaginare ciò che mai si avvererà, GDONews Vi augura tanti auguri di sereno Natale e buon Anno a tutti.



Marco Brunelli, proprietario del Gruppo Finiper, si racconta alla carta stampata per la prima volta

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Due interviste, una al Corriere della Sera e l’altra a Il Giornale, per presentare la nuova sinergia di marketing del Gruppo Finiper con la DR Motor Company relativa alla vendita in ESCLUSIVA del modello DR5, un SUV che potrà essere acquistato ad un prezzo scontatissimo negli Ipermercati ad insegna IPER. Era la prima volta che un altro grande imprenditore della Distribuzione italiana, assieme al Cav. Caprotti, si lasciava intervistare dai giornali per raccontare la sua versione dell’attuale situazione economica del Paese, delle Coop, e soprattutto del futuro del suo Gruppo. Proprio quest’ultimo argomento era quello che più appassiona da anni gli operatori della distribuzione, soprattutto dopo che Carrefour, dieci anni fa, si guadagnò un accordo, siglato con il Gruppo Promodes poi assorbito, che porta attualmente il Gruppo francese a vantare un opzione di acquisto sul 31% del capitale Finiper (soggetta a condizioni sospensive che sono di sua assoluta gestione). Il Corriere della Sera parla di un futuro del gruppo Finiper in mano appunto ai francesi ma leggendo bene così non è dato che a domanda diretta segue risposta diretta “finchè io vivo, il controllo di Finiper non sarà in vendita”. Vero è che il patron Brunelli giovane non è, ma chi lo conosce parla di lui come di una persona estremamente energica e con la volontà di intraprendere nuovi business con l’ardore e la passione di un fanciullo saggio. Brunelli, parlando di possibili arrivi di colossi stranieri in Italia, ammonisce che conquistare il mercato nostrano è difficile, il consumatore italiano fa estrema attenzione a ciò che acquista, basti per tutti l’esperienza di Ikea che acquista due terzi delle proprie forniture proprio in Italia. Ma perché gli italiani non vanno all’estero? Patron Brunelli risponde che è già abbastanza difficile avere i permessi in Italia a partire dalle decennali pratiche urbanistiche perché dalla terra nasca una struttura commerciale. Spiega che esistono situazioni di attesa che perdurano da ben venticinque anni come il caso che li vede coinvolti a Bertinoro in Romagna. Inevitabile, quindi, iniziare a parlare delle Coop: è vero che vengono favorite? “E’ una realtà che viviamo ogni giorno” risponde. A Il Giornale aggiunge sul tema: “Le Coop devono rendersi conto che sono loro i veri capitalisti. Hanno così tanto contante che non sanno dove metterlo. Ma non è più tempo di essere capitalisti prepotenti. Noi ed Esselunga soffriamo perché non possiamo gestire liberamente il nostro sviluppo: certi poteri sono nelle loro mani. Per avviare un’attività a Rimini ho dovuto lottare tenacemente”. Sull’attuale situazione economica Patron Brunelli spiega: “L’Europa è in crisi e le vendite scendono per tutti [..] C’è una fortissima crisi dei consumi. Si è abbassata la propensione all’acquisto”, laddove possibile si cerca di abbassare i prezzi, ma la situazione, spiega, è durissima e lo sarà soprattutto per i prossimi due anni. In 50 anni di attività non ha mai tenuto una conferenza stampa o rilasciato interviste : “ho sempre vissuto nel mio mondo dedicandomi alla passione per le cose d’arte; ecco perché i miei ipermercati si distinguono per l’estetica”.



Istat: Settembre 2007 con vendite in calo

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Sono poco confortanti i dati sulle vendite al dettaglio di settembre: a comunicarlo è l'Istat. Secondo l'Istituto di statistica il commercio ha subito una contrazione dello 0,6% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso e dello 0,2% rispetto ad agosto. Il dato tendenziale è il peggiore da marzo 2006. Le perdite maggiori si sono registrate nelle imprese operanti su piccole superfici, dove la flessione delle vendite è stata dell'1,2%, mentre nella grande distribuzione c'è stato un incremento dello 0,3%. Nei primi nove mesi di quest'anno il valore delle vendite è invece cresciuto dello 0,5%: nella Gdo è aumentato dello 0,7% e nelle piccole superfici dello 0,2%. Hanno tenuto i prodotti alimentari e non alimentari, in crescita dello 0,5 e dello 0,3%. A settembre tutte la grande distribuzione ha registrato deboli variazioni positive, tranne gli hard discount che hanno subito una flessione dell'1,6% rispetto all’anno d’oro 2006.
Gli incrementi più interessanti hanno riguardato gli ipermercati e i grandi magazzini (+1%). Da gennaio a settembre invece 2007 la crescita ha riguardato proprio gli hard discount (+2%), mentre gli ipermercati hanno segnato la crescita più contenuta (+0,4%).
In media, sempre a settembre, i prodotti non alimentari hanno avuto variazioni negative; un andamento che non ha riguardato calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+1,2%) e abbigliamento e pelliccerie (variazione nulla).
Le flessioni più marcate sono state invece per informatica, telecomunicazioni e telefonia (-2,3%) e foto-ottica e pellicole (-2%).
Nel periodo gennaio-settembre tutti i prodotti hanno segnato un aumento delle vendite; fanno eccezione informatica, telecomunicazioni, telefonia (-0,5%) e prodotti farmaceutici (-0,3%).
Per quanto riguarda le zone geografiche, ci sono variazioni negative in tutta Italia, ad eccezione del Nord-ovest (+0,1%). La diminuzione più accentuata ha riguardato il Centro (-1,7%).



Lombardini: le strategie del Gruppo

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Nell’ultimo numero avevamo scritto che con ogni probabilità i 62 PdV di Lombardini nel Nord est sarebbero diventati Despar grazie all’intervento di Aspiag. Aspiag, grazie a tale acquisto, si prende la leadership assoluta nella regione ed un ruolo in seno alla Supercentrale Centrale Italiana davvero strategico, soprattutto in termini di quota, che secondo i Nostri conti dovrebbe arrivare ad un incidenza nazionale (Grocery) dell’1,6%. Ma perché Lombardini abbandona in questo modo il Veneto? Secondo alcune voci gli obbiettivi del Gruppo di Dal mine sarebbero quelli di concentrare le loro forze in Lombardia, regione che conoscono bene e che potrebbe essere meglio redditizia per le loro strategie. Si parla anche di un rafforzamento del format Discount e di eventuali acquisizioni; il nodo adesso è capire su quale gruppo Lombardo andrebbero i denari incassati dalla vendita dei PdV del Nord Est per una nuova acquisizione: anche le voci sono molteplici, secondo alcuni l’obbiettivo sarebbe il Gruppo Onda Market di Busto Arsizio, che però non avrebbe tanti motivi per vendere date le ottime performance ottenute in questi anni difficili, altri parlano di Tigross, anche se la famiglia Orrigoni ha nuove idee e nuovi obbiettivi a partire dal 2008 grazie all’accordo Agorà con Carrefour. Insomma, voci, le solite insistenti voci che vedono tutti in vendita e tutti a comprare, ma alla fine qualcuno lo fa davvero.



Metro: il nuovo acquirente dei Cash di Carrefour

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Il colosso di Koln è l’acquirente dei PdV Cash and Carry di Carrefour. Metro negli ultimi anni ha incrementato molto il suo fatturato in Italia anche a mercato omogeneo, e dopo aver fatto parte della Centrale Mecades ed aver migliorato molto la media produttività dei suoi contratti ha deciso di proseguire il suo cammino sola sapendo di vivere la GDO all’estremità dell’offerta di un unico format distributivo. Adesso si presenta una bella opportunità: l’acquisto, pare ad un buon prezzo, dei cash and carry del Gruppo Carrefour puntando ad un grande rilancio delle Stesse strutture. E pare che le previsioni che sono state fatte sulle redditività potenziali dei PdV in questione sono tali che gli incrementi ottenibili dal vecchio al nuovo Brand con conseguenti differenze di offerta assortimentale potrebbero essere sin dal primo anno ad uno zero.



Carrefour: puntando tutto sui GS e DiperDi condanna i dipendenti degli Iper

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La telenovela sulla vendita degli 11 Ipermercati Carrefour si arricchisce di nuovi dettagli informali: sembra che le persone che verranno messe in mobilità dal colosso francese saranno 1200. Tantissimi davvero, e per il Sud Italia sarà un vero e proprio contraccolpo economico che avrà ripercussioni anche sull’economia locale. Le voci sugli acquirenti sono sempre le stesse, Leclerc ma circolano anche voci relative all’imprenditore calabrese Tonino Gatto che comprerebbe diverse strutture ex Carrefour, cosa che, se veritiera, assieme all’acquisizione dei Lombardini in Veneto da parte di Aspiag, porterebbe il gruppo Despar, ma soprattutto la Supercentrale Centrale Italiana, ad aver quote di mercato irraggiungibili . In ogni caso la volontà del colosso transalpino è chiara: puntare tutto sul format Super e Superette. Perché affermiamo questo? Al di là dell’intuizione, pare esistano rapporti, trattative in corso tra GS ed un gruppo del Sud con una logistica avanzatissima, per porre in essere le base di un accordo che potrebbe essere il seguente: questo gruppo, di cui non vogliamo fare il nome, darebbe supporto logistico al gruppo milanese di proprietà francese per rifornire tutti i Supermercati GS e DiperDì del Sud Italia, ad oggi un grande problema; dall’altro lato si potrebbe pensare a congrue dazioni di danari a fronte di questo supporto logistico che in effetti è da considerare avanzatissimo , ma anche sinergie di altro genere, come alleanze sugli acquisti oppure offerta a prezzi davvero politici di strutture dell’oramai ex Carrefour. Così il panorama sarebbe il seguente: vendita degli Ipermercati del Sud, mantenimento di quelli al Nord ( per ora), sviluppo e potenziamento del format Super puntando alle medie dimensioni ( 2000-3000 mq) che ad oggi pare siano quelle a miglior rendimento. Alleanze con altri gruppi alimentari rivolte allo sviluppo dei medesimi format ed eventuali acquisizioni di strutture idonee a tale progetto. Per questo continuano a girare le voci di acquisto di una trentina di PdV appartenenti al Gruppo Nuova Distribuzione. Ma queste sono sempre le solite voci.



Conad si espande in Lituania e Lettonia

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Conad ed i quattro soci di Coopernic (Colruyt per il Belgio, Rewe per la Germania, E. Leclerc per la Francia e Coop Suisse per la Svizzera) continuano a crescere e questa volta puntano all’Europa dell’est; la scorsa settimana è stata ufficializzata l’acquisizione della quota di maggioranza del gruppo Palink, leader della GDO in Lituania e Lettonia, che conta 243 punti vendita compresi tra i 300 e i 2850 metri quadrati.
Si tratta di un’operazione importante, che i vertici di Coopernic hanno descritto come “il frutto dei buoni risultati ottenuti in due anni di attività”: “In due anni abbiamo conseguito risultati superiori alle attese – ha spiegato il direttore generale di Conad, Gianluigi Ferrari - tant'è che oggi Coopernic acquista il primo gruppo della grande distribuzione nei paesi baltici”.
Il gruppo Palink è stato fondato nel 1992 e, grazie a tre diverse insegne a seconda del target di riferimento (superstore, grandi superfici e discount), copre una quota di mercato del 16% con un fatturato annuo di tutto rispetto, pari a 623 milioni di euro. Dopo l'Albania e Malta, dove i risultati sono molto incoraggianti, Conad punta quindi all'est europeo.